Erase…

14 Giugno 2007 2 commenti


Cancellare, lentamente, parola per parola mi da un senso di libertà. Come se riuscissi con questo rituale a cancellare anche il dolore, l’amore, la tristezza, la gioia e tutti i sentimenti profondi di cui le mie parole sono intrise. Ho sempre scritto con il cuore, come se ci fosse un canale che dai battiti che scandiscono le mie emozioni arrivasse alle mani a cui è dato l’incarico di tradurre tutto in parole attraverso la tastiera.
Non so fare altrimenti.
Così quando arriva il bisogno di cancellare l’atto in sé diventa una liberazione, dolorosa al momento della consapevolezza ma quando trovo la forza per mettere in atto la cancellazione una volta iniziato è come se parola dopo parola il mio cuore diventasse più leggero. So che è una sensazione effimera perché ho imparato dall’esperienza che ogni singolo sentimento resta comunque ancorato in me e niente e nessuno può portarlo via. So anche che a questo rituale corrisponde un cambiamento, una rottura cercata a perdifiato come scudo contro la sofferenza prolungata.

Cancello in un luogo ciò che conservo nell’anima e così niente viene cancellato ho solo creato per il tempo della cancellazione l’illusione di essere riuscita a dimenticare…